Luglio 18, 2024
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Adrenalinica...mente!

Luli Del Castello in 10 domande

La stagione 2022 della NASCAR Euro Whelen Series è partita il 14 e 15 maggio con la prima gara al Circuit Ricardo Tormo di Valencia, in Spagna, in pista affianco del team CAAL Racing c’era Escort Advisor.

A guidare la mitica Chevrolet Camaro numero 54 due piloti: il primo è Gianmarco Ercoli, secondo classificato e Junior Trophy dell’anno scorso; la seconda è Luli Del Castello, “outsider” di quest’anno che si è già aggiudicata il Lady Trophy. Le abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerla meglio.

Quando hai capito che i motori erano la tua passione?
Per rispondere a questa domanda dovrei, prima di tutto, raccontare che io sono una figlia d’arte. Mio padre Roberto è un pilota della “vecchia guardia”, con una carriera di oltre quarant’anni che comprende un grande viaggio dai rally alle Formula, con l’apice della sua carriera in F2 con il team Minardi nel biennio ’82-‘83 e passando poi ai prototipi, Turismo negli anni d’oro del CIVT e GT3 nel campionato italiano. Ecco, in questo lungo viale della gloria ho iniziato a muovere i miei primi passi all’interno degli autodromi dall’età di tre anni, vivendo a pieno un mondo unico che per me è sempre stato una seconda casa. Una familiarità che ho sempre vissuto solo da spettatrice fino al 2014, anno in cui ho avuto l’opportunità di scendere dagli spalti per salire sul palco dei protagonisti… e lì ho capito cosa fosse davvero la passione per qualcosa che avevo sempre visto e mai vissuto.

Quando hai capito, invece, che questa tua passione poteva diventare “qualcosa di serio”?
Ho sempre vissuto ogni stagione con la consapevolezza che fosse “qualcosa di serio”, poiché io ero tra i privilegiati che non solo vivevano il Motorsport, ma lo FACEVANO! Qualsiasi sia la categoria, qualsiasi prestigio abbia il campionato intrapreso, io so di avere un pass dorato di un mondo riservato (purtroppo) a pochi. La mia non è un’attività “professionista”, intesa come un vero lavoro. Mi sarebbe piaciuto che si fosse già evoluta in tal senso, ma forse avrei dovuto intraprendere un percorso di crescita e sviluppo dell’attività motoristica diverso già dalla tenera età… ma non è mai troppo tardi per puntare ad un arricchimento personale.

Il tuo massimo momento di gloria finora?
Anno 2019: vittoria del Campionato Italiano Supercar Series a bordo della Corvette Z06 GT3 in coppia con mio padre. Questa resterà per me la stagione dei sogni! L’anno in cui ho coronato i sogni di una vita: le mie prime vittorie assolute e la conquista del campionato, a bordo dell’auto che amo, insieme a mio padre e negli autodromi in cui è riposto il mio cuore. Sì, sono una sentimentale. Vivo la mia passione con il rispetto e l’ardore che merita… guido con la testa ed il cuore, sempre.

Al contrario, il momento da dimenticare?
Il momento da dimenticare è la stagione 2016 nel campionato Mitjet, perché fu un’esperienza negativa e di decrescita (al contrario di come fu imbastita dal team dell’epoca) e che, col senno del poi, avrei felicemente evitato.

Il momento più buffo o strano?
Il momento più buffo e divertente è stato, invece, nel parco chiuso di Vallelunga a fine qualifiche nel 2019, in cui i commissari verificavano l’idoneità dell’abbigliamento da gara. La sessione di qualifica era unica per tutti, compresi gli equipaggi doppi, per cui io e mio padre abbiamo diviso la sessione come sempre. Allo scadere del tempo sono rientrata ed appena giunta in parco chiuso (essendo la vettura in pole), mi hanno fatto scendere subito dall’auto e si sono avvicinati in cinque per iniziare le operazioni di verifica. Mentre toglievo il casco, vedendo la troppa vicinanza dei commissari che volevano velocizzare il tutto cercando di aiutarmi nell’aprire la tuta, il mio team manager ha urlato loro “Ahò, non la toccate: è una donna!”, ed in quel momento è sceso il gelo tra gli operatori che subito hanno fatto tre passi indietro nell’imbarazzo generale. I successivi minuti sono stati un susseguirsi di “ci scusi, non sapevamo…” e di rassicurazioni da parte mia! Rido ancora al pensiero di quel momento in cui ho visto cinque fusti saltare indietro come se fossi un’aliena…

Oltre ai motori, quali sono le altre tue grandi passioni?
Il fiore della mia vita si compone di vari petali. Sono un’ex atleta di sci alpino e ora una maestra di sci e allenatrice federale; sono dedita alla scrittura e ho il mio primo libro in fase di completamento; amo il disegno e la pittura fin dalla tenera età; amo la musica e ho avuto la fortuna di imparare a suonare il pianoforte a sei anni, proseguendo fino all’età di sedici; per finire ho una predilezione per la fotografia.

Hai un musicista/band/genere musicale preferito?
Un solo nome: Elton John. Ho imparato a suonare il pianoforte grazie a lui, quando ho iniziato a riprodurre i ritornelli delle sue canzoni sulla pianola di mio padre all’età di sei anni.

Qual è il tuo punto forte o la tua “mossa segreta” quando gareggi?
Il mio punto di forza in gara risiede nella capacità di continuare a migliorare costantemente a ogni giro, quando gli altri iniziano ad avere un calo di performance. Questo è dovuto alla mia abitudine a ricercare continuamente il limite anche in condizioni di stress per me e per la vettura e alla capacità di aumentare il miglioramento pur avendo gli pneumatici che peggiorano. Questo si traduce in giri costanti per tutta la durata della gara.

Questa tua passione per le corse comporta qualche rinuncia?
Sinceramente no. Non è un lavoro a tempo pieno, ma la passione di un week end al mese. Non ho mai rinunciato a nulla, ma, anzi, è sempre stata una valvola di sfogo notevole per vivere ciò che amo. Durante il week end di gara sto attenta a ciò che mangio, perché cerco di evitare i cibi che possano darmi problemi durante la guida… ma questa non è una rinuncia.

Le tue aspettative per questa stagione?
Preferisco avere obiettivi, piuttosto che aspettative. Le aspettative dondolano sul filo della speranza, gli obiettivi sul binario del lavoro consapevole. Per questa stagione lavorerò sul miglioramento veloce a ogni appuntamento, per ridurre quanto più possibile il divario tra me e il mio compagno di squadra Gianmarco, ed essere un equipaggio capace di portare a casa quanti più punti possibile. Sono conscia del fatto che dovrò lavorare duramente per accelerare i tempi e ridurre i margini, ma conto sulla mia abilità di bruciare le tappe per essere l’asso nella manica del team.

Foto: NWES